PERCHÈ È IMPORTANTE NON AVERE TUTTO (SEMPRE) SOTTO CONTROLLO

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Non è raro capiti di sentirmi sopraffatta dalla miriade di articoli, libri o approfondimenti che non mancano di ricordarmi tutto quello che dovrei fare per essere sempre al massimo dell’efficienza e dell’organizzazione.

Come per esempio scaricare quella applicazione indispensabile a pianificare e strutturare gli appuntamenti della settimana, svegliarmi tutti i giorni all’alba per mettere a fuoco gli obiettivi della giornata e della settimana più in generale, o definire al massimo dei dettagli i contenuti dell’imminente intervento on line di cui sarò ospite.

Sia chiaro: non amo il caso né tantomeno il disordine, e non credo nemmeno che vivere in maniera improvvisata e accampata sia una fonte (specie nel lungo periodo) di stabilità e serenità.

Tuttavia esistono le vie di mezzo.

Esiste quella mattina in cui mente e corpo ti pregano di stare un pò di più nel letto perchè hai un assoluto bisogno di calma e riposo.

Esistono i momenti in cui la famosa applicazione non funziona (a causa di un errore di sistema), e la tua memoria e flessibilità sono tutto ciò su cui puoi fare affidamento per affrontare le attività della giornata.

Esistono degli ascoltatori stanchi e distratti, che necessitano di un pò di improvvisazione e sapienti fuori programma per essere catturati nell’attenzione e apprezzare il tuo intervento.

In altre parole esistono anche la capacità di adattamento e la duttilità, qualità sicuramente tanto importanti quanto precisione ed organizzazione.

E non appena cedi il fianco alla possibilità di non aderire in maniera vincolante alla struttura della tua pianificazione, inevitabilmente ti regali l’opportunità di crescere all’interno delle importanti aree di competenza che seguono:

#1. Resilienza

Ricordo di un’amica che organizzò in maniera quasi maniacale il giorno del suo matrimonio.

Dalle previsioni del tempo alla pietanze nel menù o i tempi del rinfresco, tutto era stato concertato e stabilito con estrema cura, precisione e perfezione.

Tutto a eccezione del fatto che quel giorno, proprio lei, sarebbe stata così nervosa e agitata da scoppiare in un pianto liberatorio poco prima di salire in macchina e andare in Chiesa.

Quel pianto fuori programma fu fatale per il suo make-up, e si tradusse in un ritardo di oltre quaranta minuti nell’inflessibile “tabella di marcia” ben nota a tutti. Nella sua mente questo ritardo si convertì in un impedimento per le tanto desiderate (quanto programmate) fotografie alla luce del tramonto, innescando un nuovo livello di tensione e pianto sommesso.

Come forse immaginerai, nessuno (lei per prima) sarebbe più uscito da quella casa se ad un certo punto suo padre non avesse risolto di afferrarla con calma sotto il braccio per accompagnarla in macchina (e successivamente in Chiesa).

Seppur ovvio, non è mai superfluo ricordare che una programmazione capillare e rigorosa non ti servirà a impedire l’eventualità di imprevisti o modifiche dell’ultima ora.

Essere resiliente (lucidamente consapevole che nulla sarà mai sotto il tuo totale controllo), ti permetterà di fare sempre il meglio che puoi con le risorse che hai, evitando di restare incastrato in un pensiero incapace di scorgere alternative oltre quelle preventivamente stabilite.

Le strutture hanno utilità a patto di sostenere, e non vincolare. Apprezza la sottile differenza di questa premessa, e non dimenticare mai che anche le medaglie più preziose hanno il loro rovescio.

#2. Empatia

Quando intervengo come oratore è ogni volta mio scrupolo preparare i contenuti dell’intervento ed anche eventuali approfondimenti sul tema: mi consente di mettere a fuoco quello che dirò e di evitare al contempo approssimazione e imperfezioni.

Tuttavia è altrettanto importante per me lasciare un margine in cui nulla è definito e niente è messo a progetto, uno spazio bianco in cui regalarmi la libertà di “esplorare” quelle idee e improvvisazioni che scaturiscono naturalmente tutte le volte che stabilisco un contatto profondo e interessato con chi ho dinanzi.

Tutte le volte che lascio andare il perfezionismo, scendo a patti col mio Ego e comprendo quanto parlare per gli altri sia estremamente più importante che parlare (solo) per me stessa, so e sento che veramente sono una professionista e sono di contributo ai miei utenti.

Anzichè voler avere tutto sotto controllo, inizia piuttosto a controllare (e gestire) le tue insicurezze a manie di precisione: l’arte non necessita di cornici per essere considerata tale, sei d’accordo?

#3. Crescita

Sai cosa accade tutte le volte che credi debba esistere uno ed un unico modo per far accadere le cose o raggiungere determinati obiettivi?

Accade che resti cieco a nuove (e magari migliori) opportunità, che ti irrigidisce nel reame delle tue presunte competenze, e che trascuri tutte le potenziali innovazioni ritenute al di fuori del tuo schema di riferimento.

Pianificare è tanto utile quanto poco stravagante, e concedere un piccolo margine di “disordine” è talvolta tutto ciò che la Vita domanda per continuare a meravigliarti e regalare un pò di stupore.

Di tanto in tanto concediti di lasciare qualcosa fuori posto sulla scrivania o di osare degli improvvisi cambi di programma: come disse Paul Claudel, se l’ordine è il piacere della ragione è il disordine la delizia dell’immaginazione.

E potranno mai esistere creazione, crescita ed evoluzione senza immaginazione?

Ora la parola a te 🙂

  1. Quanto e cosa sei solito pianificare nella tue esistenza?
  2. Che margine di flessibilità concedi alle tue strategie?
  3. Ti sei mai sentito intrappolato dai tuoi schemi e programmi? Se sì, mi racconti quando e perchè è successo?

Ti leggo con grande piacere nello spazio più sotto riservato ai commenti!

Ogni bene per te, Daria

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